Percorso

Asilo nido

COMUNICATO DEL GRUPPO CONSILIARE

INNOVA MOZZO


L’onestà intellettuale e politica (e quindi anche quella di coloro scelti per fare solo opposizione) si valuta anche nelle polemiche, meglio sarebbe nelle proposte, ma sempre e solo evitano di raccontare bugie e prendere in giro i Cittadini.

Partendo da questo presupposto vogliamo chiarire, utilizzando il nostro spazio d’informazione politica e amministrativa, la nostra posizione in merito alla questione degli asili nido (parrocchiale e comunale). Lo faremo richiamando dati sostenuti da atti ufficiali oltre che da rifermenti ad incontri con i soggetti deputati a gestire i serviziovvero coloro che sono diventati obiettivo dell’azione di disinformazione del Consigliere Roberto Bonalumi del gruppo Moderati per Mozzo.

In questi giorni, su un social network locale, siamo stati accusati di “non aver voluto trovare un accordo con la Parrocchia al fine di fondere le due realtà, migliorare il servizio e contemporaneamente preservare i posti di lavoro”. Eccoci alla prima affermazione falsa.

Nel 2013, all’approssimarsi della scadenza della convenzione del nido comunale e prima di indire il bando ad evidenza pubblica attuato nel 2014 (noi l’abbiamo fatto, chi ci ha preceduto no...), in un incontro formale abbiamo interpellato la Parrocchia e avanzato la possibilità di un accorpamento e gestione del nido. L’impossibilità a procedere in tal senso espressa dalla Parrocchia è stata una scelta legittima, autonoma e sicuramente sostenuta da concrete motivazioni.

Il bando, cui hanno preso parte diversi soggetti, è stato vinto regolarmente e la gestione del nido comunale è stata assegnata, nell’ambito di regole certe e trasparenti, alla Fondazione Giovanni XXIIIin conseguenza della presentazione di un progetto educativo/economico migliore. L’ottimo lavoro svolto fin da subito ha permesso l’accreditamento presso l’Ambito dell’asilo stesso. L’aumento costante di iscritti ha quasi subito richiesto un ampliamento dell’organicodegli educatori professionali. L’Amministrazione ha chiesto alla Fondazione di verificare in prima battuta la possibilità di assumere personale in esubero proveniente dal nido parrocchiale. La legislazione vigente obbliga le nuove assunzioni per le operatrici dei nidi dell’infanzia a precise acquisizioni di titoli di studio specifici. Sono stati avviati contatti ma tali requisiti non sono stati riscontrati in alcuna delle figure operanti presso il nido parrocchiale. Appare evidente a tutti, tranne che a chi ci denigra ma che era ed è a conoscenza di tutto, che anche in questo caso l’Amministrazione Comunale s’è mossa, all’interno delle regole e delle leggi, nel tentativo di aiutare il personale in esubero al nido parrocchiale.

I primi a dispiacersi dell’impossibilità di percorrere questa strada siamo stati noi ma più di questo non è stato possibile fare.

Prima di spiegare la “questione contributi” alla Parrocchia per i servizi di scuola materna e nido dell’infanzia vogliamo riaffermare alcuni concetti espressi più volte in sede di Consiglio Comunale e che confermiamo:

  • la Parrocchia, gestore dei servizi educativi, è un ente privato autonomo;
  • l’autonomia della Parrocchia nella gestione e nelle scelte didattiche nonché organizzative e di gestione del personale suo dipendente verrà,da noi,sempre rispettata;
  • l’Amministrazione Comunale continuerà a sostenere e tutelare, nell’ambito delle proprie prerogative e disponibilità, le famiglie di Mozzo.

Analizziamo ora la falsa affermazione veicolata attraverso i social network dal Consigliere Roberto Bonalumi secondo cui l’Amministrazione ha come unico obiettivo quello di “risparmiare sul contributo di € 16.000,00 alla gestione del nido Parrocchiale”. Siamo di fronte ad un palese caso di malafede o forse il consigliere dei Moderati non ha letto bene i documenti in suo possesso?

Per dimostrare l’inconsistenza e la falsità delle accuse del Consigliere Bonalumi riporteremo alcuni dati che tra l’altro smentiscono la cifra da lui indicata.

 

 

Questi sono i numeri reali e certificati da documenti ufficiali deliberati e consultabili presso gli uffici del Comune. Lasciamo a chi legge l’onesta intellettuale di valutare se la nostra Amministrazione abbia fatto o no ragionamenti di puro stampo ragionieristico (a fronte comunque della costante diminuzione d’iscritti alla materna e al nido) o se invece abbiamo sempre messo in primo piano il sostegno ai servizi erogati dalla Parrocchia e quindi alle famiglie di Mozzo.

Concludiamo con alcune semplici domande,che rivolgiamo al Consigliere Bonalumi,inerenti ad alcune situazioni verificatesi quando lui, da assessore al bilancio,amministrava la cosa pubblica:

  • Perché, pur in presenza di un nido parrocchiale ed “in tempi di costruzione ed entusiasmo” (sono parole sue), è stato realizzato un asilo nido comunale?
  • Perché all’epoca (2006) non fu fatta proposta alla Parrocchia “di fondere le due realtà, migliorare il servizio e contemporaneamente preservare i posti di lavoro”? (anche queste sono parole sue signor Bonalumi)
  • Perché nel giugno 2006 per la gestione del nido comunale Percassinon è stata indetta una gara ad evidenza pubblica come invece prevedeva la legge?
  • Perché, in barba all’allora vigente convenzione di gestione del nido Percassi,che prevedeva determinati contributi, gli stessi sono stati notevolmente aumentati, anno dopo anno ma soprattutto in prossimità della scorsa scadenza elettorale?
  • Perché la sua amministrazione si è fatta carico delle difficoltà di gestione che palesava ilsoggetto privatocui avete affidato senza gara la conduzione dell’asilo nido Percassi?
  • Perché alla luce delle difficoltà da qualche tempo evidenziate dalla Parrocchia, anche durante il suo mandato e pur non avendo ancora la crisi economica che gravava sulle casse comunali, nulla ha fatto per aiutare la Parrocchia stessa aumentando i contributi?
  • Perché all’epoca non si preoccupò delle ripercussioni che tale crisi poteva avere sul personale in sevizio presso le strutture educative parrocchiali?

Crediamo, Consigliere Bonalumi, che la pratica omertosa (anche stavolta usiamo una sua affermazione) di cui lei accusa la Parrocchia e altri sia un’accusa molto grave; per quanto ci riguarda, più semplicemente, preferiamo classificare le sue accuse come mancanza di onestà politica, quella propria di chi non vuole riconoscere i propri errori e punta solo a scaricare le proprie responsabilità su altri.